28
apr

Quando l’apparecchio ortodontico causa dolore

Specialisti del SorrisoLe forze ortodontiche causate da un trattamento che preveda l’utilizzo di un apparecchio ortodontico fisso non sono da ignorare, soprattutto quando condizionano la nostra vita quotidiana, anche nei gesti più semplici, ad esempio masticando cibo o lavandosi i denti. Come nel caso di Elisabetta, che si è rivolta agli Specialisti del Sorriso (specialistidelsorriso.it) con questa domanda:

“Sto iniziando una cura ortodontica per malocclusione. All’inizio avevano previsto solo l’apparecchio con mascherine ma, dopo aver visto che mancavano due denti nell’arcata inferiore e c’erano due molari molto inclinati hanno deciso di mettere prima un apparecchio fisso, per alzare i due molari. Mi hanno messo da 4 giorni questi attacchi ed io provo dolore nel masticare, ed anche solo a spazzolare i denti, perfino mentre riposo. Premetto che tre mesi fa ho avuto un problema post estrazione alveolite. Quanto tempo ci vorrà perché mi passino questi dolori ed io possa masticare?”

Elisabetta

Risponde lo Specialista ASIO:

“il caso è troppo specifico per poter rispondere senza prima aver visitato il paziente. Subito dopo l’applicazione di forze ortodontiche è normale un certo indolenzimento alla pressione o anche spontaneo, che nel giro di pochi giorni dovrebbe risolversi. Se non accadesse, andrebbero cercate altre cause. Dovrebbe darle risposta il professionista a cui si è rivolta, sperando che si tratti di uno Specialista in Ortodonzia.”.

Per approfondire il tema della salute dei denti e dell’ortodonzia può scaricare gratuitamente la Guida del Sorriso (scarica qui).

Per un consulto acceda alla pagina di ricerca degli Specialisti in Ortodonzia di ASIO.

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26
apr

“Il mio paradenti miracoloso” che migliora le prestazioni sportive

giocatore calcio utilizzo paradentiA rilasciare un commento così entusiastico sullo strumento che protegge il sorriso degli sportivi di tutto il mondo non è un ortodontista che tenta di essere convincente con un paziente, bensì una vera istituzione nel mondo del calcio: Cristiano Ronaldo. Il numero nove delle merengues afferma infatti che non può più farne a meno, spiegando che “ogni volta che l’ho usato ho sempre fatto bene.”
Anche il calciatore del Real Madrid deve aver constatato che il paradenti, oltre a proteggere denti e bocca da urti e cadute, contribuisce ad aumentare la pressione nelle articolazioni, migliorando così agilità, forza e velocità, poiché porta i muscoli della mandibola a contrarsi. Inoltre svolge una funzione preventiva, in quanto migliorando la postura dell’atleta contribuisce ad evitare fratture da stress o semplici ma fastidiosi strappi muscolari, mantenendo il corpo in forma.

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19
apr

Affollamento dentale: come riconoscerlo e trattarlo

Il problema dell’affollamento dentale ha radici che affondano nella storia dell’uomo, quando gli uomini primitivi avevano una mascella molto più allargata, che poteva ospitare più denti. Col passare del tempo ed il miglioramento delle condizioni da una vita rurale ad una vita urbana, sono cambiare anche le abitudini alimentari, e l’uomo ha cominciato a consumare cibi sempre più morbidi. La prima conseguenza di questo cambiamento è stata la conformazione delle arcate dentarie e del numero dei denti, che è diventato maggiore rispetto alle reali esigenze. Alcuni studi dimostrano infatti che il sovraffollamento dentale colpiva nell’antichità gli abitanti delle città rispetto a quelli delle campagne.

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13
apr

Cade il dente da latte… e poi?

Specialisti del SorrisoStiamo affrontando in questi ultimi interventi il tema delle agenesie, dal greco A= privo e genesis=nascita, cioè la mancanza del dente permanente dalla nascita.
Può infatti accadere che alla perdita di un dente deciduo non segua l’eruzione del dente permanente.
A volte però il processo di sostituzione dei denti non avviene in maniera semplice e lineare. Ce lo dimostra l’intervento di un utente che si è rivolto agli Specialisti in Ortodonzia (specialistidelsorriso.it) con la seguente domanda:

“Il mio bambino ha perso un dente da latte ma, dopo un anno, non è ancora spuntato  quello permanente. Mio figlio ha 12 anni. Cosa devo fare?”

Rosapia

Risponde lo Specialista ASIO:

“Non è normale che dalla caduta di un dente deciduo passino 12 mesi senza che il relativo permanente si presenti in arcata. I motivi possono essere i più disparati: si va dalla mancanza di spazio adeguato fino all’inclusione, passando per l’agenesia dentale. Per questo motivo il primo passo da fare è consultare uno Specialista in Ortodonzia ASIO che possa fare la corretta diagnosi. Una radiografia spesso può essere l’esame dirimente.”.

Una visita dallo specialista in ortodonzia può sanare eventuali dubbi sulla presenza di un dente permanente.
L’eruzione può essere ritardata per mancanza di spazio, e in quel caso lo specialista vi consiglierà il trattamento adeguato. Oppure, l’eruzione può essere ritardata perché manca il dente permanente (agenesia).
In quel caso il dente deciduo assumerà un’importanza diversa dal solito e sarà sempre lo specialista in ortodonzia ad orientarvi sulle eventuali possibili soluzioni al problema dell’agenesia.

Per approfondire il tema della salute dei denti e dell’ortodonzia può scaricare gratuitamente la Guida del Sorriso (scarica qui).

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05
apr

Bruxismo: un problema che colpisce anche i bambini piccoli

Quando a digrignare i denti sono i bambini in tenera età, la preoccupazione dei genitori sale: come mai infatti un bambino dovrebbe soffrire di bruxismo, fenomeno che spesso si ricollega a stress e tensioni, atipiche nella fase dell’infanzia?
È ciò che si è chiesta anche Lucia, che si è rivolta agli specialisti del sorriso (specialistidelsorriso.it) con questo quesito:

“E’ da circa due settimane che mia figlia, nata il 28/09/2008 quando è in braccio digrigna i denti. A volte si sente il rumore dei denti che si sfregano tra loro, e ho paura che tra qualche giorno arrivi a romperli. Cosa posso fare?”

Lucia

Risponde lo Specialista ASIO:

“E’ molto difficile dare una risposta adeguata ad un quesito di questo genere. Quindi questa è una diagnosi che può essere fatta solo dopo una visita medica ed un’attenta valutazione da parte di uno Specialista in Ortodonzia ASIO. Il bruxismo dipende da una ipereccitazione del sistema neurovegetativo, che dopo aver accumulato un “eccesso” di energia la “scarica” sul sistema masticatorio. Un’attività neuromuscolare alterata in un bambino può essere causata da una miriade di fattori, che vanno da una infestazione di ossiuri fino ad un eccesso di stress. Per quanto riguarda i denti, non sarei preoccupato: non si romperanno per il digrignamento, si usureranno così come è fisiologico accada. Il più delle volte in età pediatrica questi fenomeni, così come compaiono, nel tempo scompaiono.”.

Per approfondire il tema della salute dei denti e dell’ortodonzia può scaricare gratuitamente la Guida del Sorriso (scarica qui).

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