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dic

Apparecchio ortodontico, a cosa serve la chiavetta?

Specialisti del SorrisoUn trattamento ortodontico con espansore palatale può essere portato avanti anche dal paziente stesso: non è raro che un bambino o un ragazzo stringa a casa la vite del proprio espansore palatale, per far progredire la terapia. Di solito si chiede l’aiuto di un genitore, come suggeriscono gli Specialisti del Sorriso rispondendo a Sara.

Come si utilizza la chiavetta per allargare il palato?

La chiave per attivare le viti a passo contrapposto di un espansore palatino va utilizzata servendosi del filo di sicurezza da fissare sempre sul dito medio. Di solito l’attivazione viene effettuata dal genitore due volte al giorno.
Sarà il proprio specialista in ortodonzia a fornire le specifiche o diverse indicazioni a seconda delle caratteristiche del caso in questione.

Basta averlo visto fare una volta per non sbagliare.

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19
dic

Una casa per i bambini “senza sorriso” a Milano

Segnaliamo dal sito di Repubblica un’iniziativa davvero interessante che parte dall’ospedale San Paolo di Milano, su iniziativa di Operation Smile Italia, onlus composta da volontari medici, infermieri ed operatori sanitari attiva in oltre 50 paesi del mondo, e che opera gratuitamente le malformazioni facciali correggibili dei bambini più poveri del mondo.

Apre la prima “Smile House” d’Italia voluta per salvare il sorriso dei bimbi: gli specialisti cureranno gratuitamente tutti i giorni pazienti con malformazioni maxillo-facciali, ed in particolare con labio-palatoschitosi (conosciuta meglio come “labbro leporino”) risolvendo così diversi tipi di malocclusione dentale e fornendo un adeguato supporto nella logopedia e nell’ortodonzia.

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14
dic

Malocclusione e otite si curano con l’apparecchio ortodontico?

L’otite è un problema piuttosto diffuso tra i bambini, e le cause si possono ricercare in diversi fattori tra cui, la conformazione della propria bocca, soprattutto quella del mascellare superiore.
Alcuni studiosi hanno evidenziato infatti una correlazione tra otite media e malocclusione, soprattutto nel caso dei bambini.

Un campione di bambini (età media 5 anni) divisi in due sottogruppi (occlusione regolare e presenza di morso crociato posteriore monolaterale) sono stati sottoposti a timpanogramma (l’esame che misura la reazione dell’orecchio medio al passaggio di un’onda sonora, risalendo così a utili informazioni sulla membrana timpanica e sugli elementi interni) ed i risultati del sottogruppo di bambini che presentavano la malocclusione hanno evidenziato come un timpanogramma irregolare fosse associato a una minore larghezza del palato, e ad altri parametri.

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09
dic

Aiuto, ho un incisivo in più! Pericolo di malocclusione dentale?

Specialisti del SorrisoCosa succede se ci si accorge che la bocca del proprio bambino ospita “un incisivo in più”? I denti sovrannumerari non sono un fenomeno da sottovalutare, soprattutto perché possono causare, durante la crescita del bambino, patologie quali la malocclusione dentale. È l’interrogativo che si pone Angela quando contatta gli Specialisti del Sorriso con il quesito:

Mio figlio (4 anni) nell’arcata superiore ha un incisivo in più. Abbiamo fatto una visita di controllo un anno fa circa, e ci hanno consigliato di aspettare la naturale caduta dei denti da latte. Ora però ho l’impressione che tutta l’arcata superiore abbia subito un evidente spostamento laterale. È forse il caso di estrarlo?

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01
dic

Bruxismo, un problema di cattive abitudini?

Abbiamo già affrontato in questo blog il tema del bruxismo, e lo strumento del bite o byte per i denti, sottolineando le cause che portano a questo disturbo, ad esempio nella connessione tra bruxismo e stress, e la recessione mondiale.

Ma se lo stress è un fattore difficilmente isolabile o eliminabile dalla vita di tutti i giorni, è però vero che si può fare qualcosa per evitare alcuni alimenti che possono peggiorare la situazione.

In testa a tutti, alcol e caffè: trattandosi di stimolanti, se presi la sera, magari poco prima di andare a coricarsi, possono sovreccitare il nostro organismo che “scarica” tutto il peso dello stress proprio sui nostri denti.

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